GIUSTIZIA DEMOCRATICA O GIUSTIZIA GIUSTA?

Condividi subito

Il Ministro della Giustizia Orlando afferma a gran voce che nel corso degli anni la democrazia si è fortemente indebolita e che una democrazia che arriva tardi è una democrazia che si svuota progressivamente, incapace di dare risposte perché lenta, apatica, malfunzionante.

Auspica, pertanto, che ritorni alla rapidità ed alla efficienza e proclama che votare SI vuol dire rafforzare l’idea di democrazia e di buon funzionamento del martoriato sistema giustizia.

Sfugge al Ministro Orlando che plaudire ad un sistema compromesso in termini di partecipazione viva e democratica val quanto dire mutilare un sistema che ha garantito la democrazia e che ha funzionato per 70 anni, val quanto affermare prepotentemente l’antidemocraticità. Non altro.

Sfugge al Ministro Orlando che la fine del bicameralismo paritario, sinonimo di provvedimenti legislativi ponderati ed attenti, perché sottoposti alla doppia lettura, non consentirebbe una produzione più consapevole.

Chi ha detto al Ministro Orlando che un buon legislatore è colui che fa leggi veloci? Un buon legislatore è colui che sa dare al suo popolo leggi certe, leggi “buone”, non leggi frettolose.

E fare una buona legge significa tutelare i cittadini e la loro libertà. E tutelare la libertà dei cittadini equivale ad affermare ed esaltare quel principio di democrazia che un voto al SI mutilerebbe in modo irreversibile.

Sfugge al Ministro Orlando che le disfunzioni di cui il pianeta giustizia è costellato concernono lungaggini processuali, carenza di personale giudiziario, burocrazia lenta ed inefficace. Non altro.

Il dipartimento Giustizia FdI-AN Basilicata auspica in una giustizia funzionante, certa, “giusta”, insomma; e si augura che il popolo italiano non si faccia abbindolare da idee “alternative” della democrazia la quale, votando SI, si ridurrebbe ad un inutile orpello.

Marinica Cimadomo, Responsabile del dipartimento giustizia FdI-AN Basilicata

Condividi subito