IL PUNTO DI PETRULLO: LA COSTITUZIONALITA’ DI RENZI

petrulloRenzi si schiera fieramente contro la determinazione dell’Unesco che cancella i luoghi sacri di Israele, dopo che l’Italia, cioè il paese di cui è il premier, si era pilatescamente lavate le mani con una astensione che la dice lunga sul cerchiobottismo italico. Ora chiede il conto a Gentiloni, reo probabilmente, di non aver salvato l’sms che gli imponeva l’astensione, giustificando il voto con un preteso automatismo non meglio spiegato. Nel frattempo la buona stella della Boschi si oscura, ma, visto il peccato che sta amaramente pagando, meriterebbe il ministero della famiglia, se solo esistesse. Ma la chicca, per cosí dire, è costituita dal giudizio che Renzi ha del fronte del no al referendum, irriso dallo stesso per la sua eterogeneità. Da Fini a D’Alema gli sembra una platea comica, unita non nel merito ma dall’antirenzismo. Come con Berlusconi, viene da pensare. Niente da ridere, però, sul suo governo che unisce il fronte del no al referendum, tipo Speranza, D’Alema ecc., al fronte dei “sempre pronti” che spazia da Alfano a Verdini, passando per un Lupi e col beneplacito di Casini. No, di questo governo Renzi non ne stigmatizza la variegata composizione, non tanto politica, vien da dire, chè di politico questi personaggi hanno solo il senso della poltrona, ma umano. Si va infatti dal plurinquisito costituzionalista trasversale al perennemente responsabile, ma tanto responsabile che non può fare a meno di sedere al governo, per il nostro bene e delle nostre famiglie, of course. Potesse essere valutato in termini di costituzionalità morale, questo governo meriterebbe la sua cassazione totale, non fosse che pure il parlamento è figlio di una norma che con la costituzione faceva a pugni fino a finire KO. Al referendum, visto che i vari sostenitori hanno a cuore la costituzione come io l’impianto di condizionamento di un ufficio pubblico di Las Vegas, forse sarebbe il caso di votare “mai più” con sottotitolo “siete insopportabili”, ma sarebbe un voto simpatico quanto inutile, quindi meglio evitare riforme al buio e soprattutto sperare che a farcele siano persone disinteressate e competenti e non personaggi che di trasparente hanno solo la statura politica.