IL PUNTO DI PETRULLO: PETROLIO, LA BASILICATA ABDICA

petrulloDall’esuberante, eclatante, passionale, indimenticabile “Né per terra, né per mare, se lo possono dimenticare” di Marcello Pittella in un gremito teatro a Potenza di qualche tempo fa, siamo finiti al “sia per terra che per mare, vi potete accomodare” di questi giorni.
E’ infatti freschissima la notizia delle autorizzazioni concesse dal governo alle ricerche petrolifere al largo della costa jonica.
Uguali autorizzazioni il governo potrà rilasciare anche per la terraferma e, con la fame di soldi che c’è, la mole di interessi da tutelare ben mixati con l’indifferenza per la nostra terra, pressocchè generale, e la scelta di non tutelare il territorio da un PD troppo renzizzato dalle nostre parti, c’è da immaginare una Basilicata groviera che dovrà abdicare definitivamente alla sua naturale vocazione agricola e turistica.
Chi infatti deciderà di fa un bel bagno con un pozzo di fronte, in quel di Metaponto e paraggi? E quanto eccellente potrà ritenersi il pecorino di Moliterno da qui a un’altra decina di pozzi?
Quando si parla di miopia della politica è proprio questo: non avere idea della vocazione di una terra e amministrare cogliendo il momento senza guardare al futuro. Ma qualcuno ha mai fatto un serio bilancio fra due ipotetiche realtà, fatte l’una di pozzi, estrazioni, fiammate e inquinamento, e l’altra di spiagge, sole, mare blu, turismo ed eccellenze gastronomiche?
Dov’è il vero nostro futuro? Qualcuno si è mai posto la domanda dalle parti della politica?
Se solo provassero a fare uno studio in tal senso, serio, sposerei la soluzione più utile, nell’immediato, come nel medio e lungo termine, senza indugio. Ma senza un approfondimento di questo tipo rimaniamo in balia dell’approssimazione che si sposa con una sicura violenza del territorio senza alcuna certezza di benessere, in qualsiasi maniera declinato, si trattasse di quello economico, di quello ambientale o relativo solo alla salute.
Dalla Puglia arriva un monito del governatore Emiliano, che ci avvisa che con un sì al referendum le cose peggioreranno. Non lo so, può essere. Ma a preoccuparmi è il silenzio del governatore della Basilicata che, forse, avendo garantito un sì a Renzi, preferisce far finta che nulla stia accadendo, e che il fagiolo di Sarconi al profumo di greggio è molto meglio del fagiolo assaporato fino a ieri.
De gustibus non est disputandum, ma dei gusti dei lucani dovrebbero occuparsene quest’ultimi. E solo loro. Né Renzi, né il suo fido Pittella.rsi

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