IL PUNTO DI PETRULLO: L’INVENTORE DEI SIMPSON

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petrulloL’inventore dei Simpson, il mitico creatore del personaggio di Omer, -bislacco cittadino americano nemico delle regole, lavativo, simpatico, irriverente, ma in fondo con un cuore così- è entrato in campagna elettorale col cipiglio e la sicumera di chi può raccontarci la storia dei prossimi venti anni. Racconta, in un ultimo numero, di un Putin schierato con Trump, col quale fa affari, che corrompe il sistema elettorale americano riuscendo a votare lui stesso attraverso una manipolazione informatica dei suoi hacker. Omer stavolta non sbaglia, come gli accade nella vita, ci fa capire il suo autore, e fa la scelta giusta, evidentemente, schierandosi con Clinton. In un colpo abbiamo perso, quindi, un eroe, Omer, e il suo creatore. Un eroe come Omer ha senso se non è schierato, pronto a fare la satira a chi governa, chiunque sia. Un Omer spot politico pubblicitario disintegra l’immaginario del cittadino sempre in rivolta, lavativo e pieno di vizi, sempre contro e perennemente anticonformista, tutto il contrario cioè del cittadino americano modello. Ma se negli Stati Uniti la comicità scende in campo per fare politica, in Italia le cose non vanno diversamente. Non avendo cartoni di fama, però, lanciamo i comici attori, tipo Benigni che ha accompagnato Renzi da Obama per non fargli correre il rischio di parlare di cose troppo serie, e che sponsorizza apertamente il sì al referendum, offrendosi, così, per celebrare anche il funerale della costituzione dopo averne tessuto le lodi. Ma, mentre attraverso un sillogismo neanche tanto azzardato, ci rendiamo conto che Omer voterebbe sì al referendum (Omer vota Clinton, come Obama, questi plaude a Renzi, e alla riforma costituzionale, quindi Omer vota sì) rimane molta curiosità per conoscere l’orientamento dei Puffi e quello di zio Paperone. La TV si sforza di farci conoscere le tendenze politiche e referendarie di tutti coloro che, per vari motivi, possano essere considerati famosi e quindi niente di più difficile che presto sapremo anche per cosa vota al referendum un pensatore come Bettarini o un filosofo come Pippo Baudo. Insomma sembra che con le elezioni tutte, ci si giochi la vita, siamo invitati a schierarci, o amici o nemici, in barba a quella democrazia reclamata e contestualmente ridotta a farsa. I toni sono sempre più alti, negli Stati Uniti come in Italia, l’educazione e il rispetto sono fattori fuori moda e evidentemente perdenti, il trash impera e chissenefrega del merito del voto. La vita, anche quando usciamo di casa, è tale e quale a quella che si fa davanti al video. Spettatori, volubili e facilmente comprabili, a questo, i cittadini, sono ridotti nella considerazione dei potenti. E il guaio è che forse hanno pure ragione.

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