FLAI CGIL CONTRO IL CAPORALATO

«L’approvazione della legge sul caporalato è il frutto del grande lavoro cha la Flai Cgil ha portato avanti a livello nazionale e su tutti i territori a partire dal sindacato di strada, che ha visto coinvolti anche i delegati sindacali lucani. Per la Basilicata, dove il fenomeno ha una certa importanza ed è radicato sul territorio, è un’ottima notizia. Grazie al lavoro della Task force regionale di cui la Flai Cgil Basilicata fa parte e l’avvenuta sottoscrizione tra le parti dell’Accordo quadro Basilicata attuativo del Protocollo sperimentale nazionale per il contrasto al caporalato e allo  sfruttamento lavorativo in agricoltura, la lotta contro l’illegalità in difesa dei diritti dei braccianti agricoli in Basilicata fa così un grande passo in avanti». E’ quanto affermano il coordinatore regionale Flai Cgil Basilicata Vincenzo Esposito, il segretario generale Flai Cgil  Potenza Giuseppe Burdi e il segretario generale Cgil Basilicata Angelo Summa. «Adesso – continuano – è importante rendere attuativo il prima possibile l’accordo quadro e che le istituzioni locali facciano la loro parte. L’accordo quadro, infatti, prevede delle misure importanti in termini di accoglienza, assistenza sanitaria, trasporti, politiche di integrazione attive, reclutamento delle forze lavoro, controlli e risorse finanziarie attraverso le quali, se recepite e applicate, insieme alla legge porterà finalmente il ripristino della legalità in un settore così strategico per l’economia regionale». Su proposta della Flai Cgil Basilicata l’accordo prevede anche gli incentivi per gli imprenditori che si rivolgono alle liste di attesa per il reclutamento della manodopera, il punto di incontro tra domanda e offerta di lavoro direttamente nei centri di accoglienza dove, attraverso lo sportello del centro per l’impiego, sia possibile effettuare direttamente in loco le assunzioni. Ancora, la possibilità di prevedere un’ambulanza a disposizione nei campi di lavoro, il noleggio gratuito delle biciclette nei centri di accoglienza, l’estensione dei controlli ispettivi anche nel pomeriggio per capire l’effettiva durata delle ore di lavoro, incontri periodici per verificare l’andamento del programma. Fondamentale, infine, il coinvolgimento al tavolo tecnico delle associazioni di categorie del settore agricolo.

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